Trasferimenti

immersione avvenuta giovedì, 31 gennaio 2008 nello scaffale zibaldone del lettore


Le Immersioni libridinose traslocano. Le prossime puntate delle scorribande nella carta stampata di una lettrice accanita saranno trasmesse su L'eleganza del riccio. Molti di voi mi leggono da tempo anche lì, gli altri sono tutti invitati!

Il blog libridinoso trasloca, ma non chiude. Sarà un po' come avere una casa di campagna! I vari post, i vostri consigli resteranno a disposizione di tutti quelli che amano condividere la passione per i libri.

Vi aspetto!

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Immersioni nel giallo

immersione avvenuta domenica, 27 gennaio 2008 nello scaffale zibaldone del lettore


agatha-christieCari bloggeramici,
dal momento che non sto attraversando un periodo leggero, professionalmente parlando, le mie ultime letture sono quasi esclusivamente dedicate ai romanzi gialli, perfetti per evadere.

Vi ho già parlato di Fred Vargas... ormai sono in possesso, grazie alla complicità di Paolo, di tutte le sue opere pubblicate finora in Italia. Quindi credo che le dedicherò presto un post, per scambiare opinioni e pareri con voi.


A suo tempo sono stata grande ammiratrice di Agatha Christie e Simenon. Quali sono i vostri gialli preferiti, se li leggete?


Vi ricordo il Grande Torneo degli Scrittori... la terza manche si concluderà a metà febbraio!

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Lo spalatore di nuvole e altre letture

immersione avvenuta lunedì, 14 gennaio 2008 nello scaffale bestreaders


copertina"Sotto i venti di nettuno" di Fred Vargas è stata una delle letture più piacevoli dopo "L'eleganza del riccio", anche se per motivi differenti. L'Autrice è da anni un vero caso letterario e non credo di aggiungere nulla di nuovo: una trama gialla avvincente, classica quanto basta, senza spargimento di sangue a fiumi, eroi senza macchia e senza paura o curiosi ritrovati tecnologici usciti fuori da qualche laboratorio della CIA, cioè tutti quegli elementi che solitamente detesto. Il protagonista, il commissario Adamsberg (lo "spalatore di nuvole" che indaga seguendo l'intuito più della ragione), personalità complessa, sognante, sensibile, e tutti gli altri personaggi sono colti in divenire, nella loro umanità, con pregi e difetti, lati oscuri. Non sono figurine statiche, imprigionate nel loro ruolo, identiche a se stesse dalla prima all'ultima pagina: ciò li rende subito simpatici anche ai non amanti del genere.
Una buona capacità d'introspezione, una prosa sciolta ed efficace, l'atmosfera parigina - qui unita alle nevi del Quebec - condiscono il tutto lasciando davvero un buon sapore in bocca al lettore che non desidera altro che... leggere una nuova avventura. Non posso sapere se il mio entusiasmo sarà frenato dopo l'immersione negli altri romanzi della "saga", ma per ora sono troppo compiaciuta da questo rilassante diversivo che sa anche far riflettere con garbo.

La vita moderna di Susan Vreeland merita appena un cenno. Parlo sempre e solo dei libri che mi hanno appassionata, volevo per una volta lasciarmi andare a una stroncatura coi fiocchi. Sarò rapida ma non indolore: si può rendere noioso Pierre-Auguste Renoir? Sembra un'impresa impossibile, inimmaginabile. Eppure questa scrittrice ci riesce perfettamente, sistematicamente, con un crescendo di desolante superficialità che non rende onore al genio del grande pittore: nel tentativo di avvicinare al grande pubblico l'Arte con la A maiuscola, la banalizza. Scelta imperdonabile, perché se non tutti abbiamo conoscenze elevate in storia dell'arte, questo non significa che la sensibilità e il gusto personale vadano frustrati con un miscuglio di sciocchezze.

Cari bloggeramici e lettori accaniti, continuate a votare per il Grande Torneo degli Scrittori! Avete tempo sino alla metà di febbraio.

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Il Grande Torneo degli Scrittori

immersione avvenuta domenica, 13 gennaio 2008 nello scaffale scacciapensieri libreschi


Partecipate alla terza manche del Grande Torneo degli Scrittori!!!

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Maus

immersione avvenuta martedì, 08 gennaio 2008 nello scaffale voci


copertinaDel capolavoro a fumetti di Art Spiegelman è stato scritto molto ed io non sono certo un'esperta del genere. Mi preme tuttavia lasciare alcune suggestioni personali, invitandovi a leggerlo o rileggerlo e, soprattutto, a farlo conoscere ai vostri figli, nipoti, allievi ecc...

Il disegno: essenziale, a tratti scarno, ma efficacissimo.

La storia: non c'è bisogno di sottolineare la capacità di commuovere e di scuotere; tuttavia mi ha colpito anche il dono raro di rendere squisitamente umani i personaggi, con debolezze, manie, incomprensioni e difetti compresi. Non ci sono eroi, ma solo "persone" e in questo senso il particolare dei topi non deve indurre a fraintendimenti. Anzi, semmai emerge ancor di più la sensibilità dell'Autore.

Il messaggio: un linguaggio semplice è un ottimo strumento per veicolare il messaggio del valore della memoria; i disegni aiutano a imprimere le emozioni che trasudano dalla carta e rendono molto bene la drammaticità della storia, senza mai esagerare. Da mettere in luce il secondo grande tema dell'opera, oltre a quello dell'Olocausto: il rapporto padre/figlio e fra i sopravvissuti e la nuova generazione. In particolare, il "senso di colpa" sia di coloro che sono scampati, sia di quelli che sono venuti dopo e possono solo intuire, ma non capire sino in fondo.

Una lettura importante che, a distanza di venti anni dalla sua apparizione, meriterebbe di essere valorizzata, dal momento che a mio parere può essere fatta rientrare a pieno titolo fra le più notevoli testimonianze che arricchiscono la "letteratura della Memoria".

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Anno nuovo, letture nuove!

immersione avvenuta martedì, 01 gennaio 2008 nello scaffale zibaldone del lettore


Quest'anno Babbo Natale è stato generosissimo con la lettrice accanita. Mi sono ritrovata con tre letture nuove fiammanti in cui immergermi beatamente.

Maus. Storia di un sopravvissuto, di Art Spiegelman. Il primo fumetto ad aver vinto il Premio Pulitzer, dedicato alla memoria degli ebrei atrocemente perseguitati dai nazisti. Qui un'accurata recensione e qui un'intervista a Moni Ovadia sul capolavoro del 1986. Chi me lo ha regalato conosce il mio amore per la storia e ha avuto un pensiero delizioso.

La musica sveglia il tempo, di Daniel Baremboim. Il grande pianista e direttore d'orchestra ci regala una riflessione sui rapporti fra la musica e la vita, la società: perché la musica "è qualcosa che ha a che fare con l'essere umano". Qui un approfondimento tratto dal Sole 24 Ore. La persona che me lo ha donato ha colto lo stretto legame che collega la mia scrittura alla musica... da quest'anno ancora di più, dal momento che ho ricevuto un bellissimo I-Pod per allietare i miei viaggi e ispirare i miei post!

La vita moderna, di Susan Vreeland. Com'è nato il capolavoro di Pierre-Auguste Renoir Il pranzo dei canottieri? L'autrice immagina la nascita di questo capolavoro dell'impressionismo, un autentico inno alla gioia di vivere. La mia sorellina ha puntato sulla mia passione per Renoir e i dipinti ricchi di "umanità". Qui la descrizione del romanzo.

All'elenco dovrei anche aggiungere un prestito, Sotto i venti di Nettuno di Fred Vargas, l'occasione per conoscere un'Autrice ammiratissima.

Come da programma ho terminato la seconda rilettura di Anna Karenina... ah, che meraviglia. Sicuramente uno dei romanzi più belli che abbia mai letto e, probabilmente, che avrò l'occasione di riprendere in futuro.

E voi cosa avete ricevuto?!

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Immersioni natalizie

immersione avvenuta mercoledì, 12 dicembre 2007 nello scaffale zibaldone del lettore


albero di natale

Cari bloggeramici e lettori accaniti, in questi ultimi tempi vi ho lasciato a bocca asciutta, con la sola widget di aNobii a tener conto dei progressi delle letture. Non è un periodo molto rilassante e il tempo per certi piaceri è ristretto, ma proprio per questo il conforto dei buoni libri è ancora più prezioso.

Li tengo accanto a me, come amuleti, sembrano ispirarmi con la loro presenza solida, con le belle copertine colorate. Italo Calvino, Charles Dickens e il progetto di una nuova rilettura: Anna Karenina. Chissà, durante le feste potrò dedicarmi a uno degli Autori più amati.

Nel frattempo auguro anche a voi Buone Feste e un nuovo anno di bellissime letture!

Prima della pausa natalizia, però, non scordatevi della seconda manche del Torneo degli Scrittori!!!

Potete votare qui!!!

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Un miracolo, basta guardarsi intorno

immersione avvenuta martedì, 20 novembre 2007 nello scaffale bestreaders


Wislawa Szymborska, considerata una delle più grandi poetesse viventi, è nata a Poznan nel 1923; dopo aver compiuto gli studi in Lettere e Sociologia a Cracovia, si è trasferita definitivamente in questa città, dove partecipa attivamente alla vita culturale, collaborando a numerose riviste. La sua prima raccolta di versi è del 1945: Cerco la parola. Seguiranno: Per questo viviamo (1952), Domande rivolte a se stessa (1954), Richiami allo Yeti (1957), Sale (1962), Cento giochi (1967), Qualche incidente (1972), Gente sul ponte (1986). Nel 1954 ha ricevuto il Premio per la letteratura della Città di Cracovia, nel 1991 il Premio Goethe, nel 1996 il Premio Nobel per la Letteratura.

Mi sono avvicinata a lei un paio di anni dopo il conferimento del Nobel, quando lessi Vista con granello di sabbia (che se non erro è stata la prima raccolta ad essere tradotta e quindi pubblicata in Italia). Non ho esitazioni ad affermare che fu una folgorazione. La trovai estremamente moderna, chiara, impeccabile, dotata di un’intensità straordinaria covata sotto le ceneri di un linguaggio apparentemente semplice.

Solo di recente, leggendo OK? Nuove letture facoltative, ho potuto apprezzare anche la sua straordinaria prosa, la quale mi ha colpito subito per quel tono quasi dimesso, ancestrale, ironico ed acuto che ho amato moltissimo in Natalia Ginzburg. Una lingua, la sua, che mi è suonata immediatamente familiare, sobria, intelligente. Un inno alla straordinarietà del vivere quotidiano, alla Bellezza, al valore dell’uomo comune. Coltissima senza essere mai saccente, di una riservatezza che sfocia nella ritrosia, lontana da qualsiasi generalizzazione, semplice ma non semplicistica.

Per questo apprezzo tanto due piccole paroline: “non so”. Piccole, ma alate. Parole che estendono la nostra vita in territori che si trovano in noi stessi e in territori in cui è sospesa la nostra minuta Terra. Se Isaak Newton non si fosse detto “non so”, le mele nel giardino sarebbero potute cadere davanti ai suoi occhi come grandine e lui, nel migliore dei casi, si sarebbe chinato a raccoglierle, mangiandole con gusto. Se la mia connazionale Maria Sklodowska Curie non si fosse detta “non so” sarebbe sicuramente diventata insegnante di chimica per un convitto di signorine di buona famiglia, e avrebbe trascorso la vita svolgendo questa attività, peraltro onesta. Ma si ripeteva “non so” e proprio queste parole la condussero, e per due volte, a Stoccolma, dove vengono insignite del premio Nobel le persone di animo inquieto ed eternamente alla ricerca. Anche il poeta, se è vero poeta, deve ripetere di continuo a se stesso “non so”. Con ogni sua opera cerca di dare una risposta, ma non appena ha finito di scrivere già lo invade il dubbio e comincia a rendersi conto che si tratta d'una risposta provvisoria e del tutto insufficiente. Perciò prova ancora una volta e un'altra ancora, finché gli storici della letteratura non legheranno insieme prove della sua insoddisfazione di sé, chiamandole “patrimonio artistico”...

Il testo del discorso tenuto in occasione del conferimento del Nobel.

Alcune sue poesie.

Scheda dell’Autrice ed interventi.



Il post di Gabrilu dedicato a Vista con granello di sabbia.

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Il Torneo degli Scrittori

immersione avvenuta venerdì, 16 novembre 2007 nello scaffale scacciapensieri libreschi


Partecipate al Torneo degli Scrittori!!!

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La donna che aspettava

immersione avvenuta mercoledì, 07 novembre 2007 nello scaffale bestreaders


La donna che aspettava - copertina Dopo aver letto l'affascinante  e competente commento di Gabrilu, non ho potuto resistere alla curiosità di addentrarmi nel mondo di Andreï Makine. La Russia di Makine è pervasa da un'atmosfera di sogno, eterea come la neve, fatta di paesaggi mozzafiato, di alberi, di luce, di acqua. Seducente e grave allo stesso tempo, sembra addormentata sotto lastre di gelo ma, in realtà, palpitante e reale. Gabrilu ha giustamente sottolineato il lirismo - mai pedante - nella descrizione dei paesaggi, la virtù quasi fatata con la quale l'Autore tratteggia le psicologie dei personaggi, riuscendo ad essere delicato e profondo insieme.

La donna che aspettava è un lungo viaggio, una struggente storia d'amore, lo specchio della cultura russa dissidente degli anni Settanta, la metafora di ogni attesa e utopia, un inno alla sovranità della natura. E' un dono raro condensare in centotrenta pagine, con una tale sensibilità, tutte le ansie e le attese di un popolo.

Vera, la protagonista, è una staordinaria Penelope contemporanea; sembra uscita da un dramma di Sofocle, un'Antigone che oppone e depone tutto - la giovinezza, la bellezza, la cultura, la posizione sociale - di fronte a un altare invisibile, ineluttabile, a un sentimento senza tempo che sopravvive perché nutrito da una speranza cieca, ma non folle. In verità è proprio il giovane intellettuale di Leningrado il vero debole della storia, così pieno di sè e destinato a fallire nel tentativo di cogliere il significato di un'esistenza troppo pura.

"Il ghiaccio si ruppe con una sonorità da clavicembalo. Ci guardammo. Stavamo entrambi per dire la bellezza di quel tintinnio, ma ci trattenemmo. L’eco del clavicembalo si era diluito nella luminosità dell’aria, si unì al lamento ripetuto di un rigogolo, all’odore di legna bruciata proveniente dall’isba vicina. La bellezza di quell’istante sarebbe semplicemente diventata la nostra vita".

Un incontro fugace, la sensazione di non riuscire a penetrare il mistero sino in fondo, la solidarietà e la rabbia per un simile destino che inevitabilmente si mescolano, la fascinazione per Mirnoe, sperduto villaggio poco distante dal Mar Bianco - evocato per tutto il romanzo come una presenza intrisa di sacralità - emozionano il lettore, al quale sembra di poter davvero toccare la neve, sentire lo sciabordio delle onde del lago sotto la barca che trasporta Vera.

Pagine di una Bellezza squisita e raffinata.

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